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Registrazione Dominio Internet: i 5 elementi chiave da analizzare

di Alessandro Pedrazzoli · 16 min di lettura

Guida completa alla registrazione di un dominio internet: cos'è, come sceglierlo, quanto costa nel 2026, come verificarne la disponibilità e attivarlo passo passo.

Registrazione Dominio Internet: i 5 elementi chiave da analizzare
Registrare un dominio è veloce come un fulmine. Sceglierlo bene richiede più attenzione.
Indice

Registrare un dominio internet significa acquistare il diritto d’uso di un nome univoco (es. tuosito.it) che identifica il tuo sito sulla rete. Serve un registrar autorizzato come SiteGround o Aruba e bastano pochi minuti. Il costo va dai 10 ai 20 euro all’anno per il solo dominio, mentre il bundle dominio+hosting parte da meno di 50€ all’anno. La scelta del nome è la parte delicata: va fatta bene perché resta il tuo indirizzo per sempre.

  • Come si registra un dominio?
  • Come scegliere il nome giusto?
  • Quanto costa nel 2026?
  • Quali sono i domini migliori?

Se vuoi creare un blog o creare un sito web, ti starai facendo proprio queste domande.

Qui trovi sia la teoria che la pratica. Funziona se sei a zero assoluto. Funziona anche se hai già un’idea ma vuoi evitare gli errori stupidi che si pagano caro dopo.

Troverai la parte pratica della registrazione e i criteri per scegliere il dominio giusto in base al tuo caso: business locale, blog personale, e-commerce, money site.

Quello che imparerai:

  • Cosa sono i domini e come si collegano allo spazio web
  • Le 3 prospettive da valutare prima di acquistare un dominio
  • Gli 8 consigli di Rand Fishkin (uno dei più grandi esperti SEO al mondo) per scegliere il dominio perfetto
  • Come ottenere un dominio gratis abbinato a un hosting affidabile
  • La strategia di selezione su Personal Branding, Marchio e Keyword

Se hai già scelto il nome e cerchi solo la guida pratica all’acquisto, vai diretto qui: come installare WordPress con dominio e hosting.

Scegliere il dominio per il tuo business è un po’ come scegliere il nome di un figlio. Lo porterai dietro per sempre. Si può cambiare, certo, ma è un mal di testa che si può tranquillamente evitare facendo le cose per bene fin da subito.

Niente paura: tra qualche minuto sarai pronto a registrare il tuo dominio senza più dubbi.

Iniziamo.

Cos’è un dominio internet e come funziona

Un dominio internet è un nome univoco che identifica il tuo sito nella rete. Il mio, per esempio, è alessandropedrazzoli.com.

Quando digiti un nome di dominio dentro un browser (Chrome, Safari, Firefox, Edge, Brave), un sistema chiamato DNS lo traduce nell’indirizzo numerico di un server. Il server è il computer dove il sito vive fisicamente. È quello che si chiama anche hosting o spazio web.

Schema funzionamento DNS: browser, server DNS e hosting in sequenza Quando digiti un dominio nel browser, il sistema DNS lo traduce nell’indirizzo del server dove il sito è ospitato.

Come funzionano i DNS nel dettaglio non ti interessa. Quello che conta è capire una cosa semplice: ogni sito esiste fisicamente da qualche parte e il dominio è l’indirizzo che ce lo fa trovare. Dominio e hosting sono due cose distinte ma collegate. Senza l’uno l’altro non funziona.

Come è fatto un dominio: struttura ed estensioni

Per registrare un dominio devi scegliere due cose:

  1. Il nome del dominio
  2. L’estensione

Che differenza c’è? Guarda la struttura completa di un URL.

Schema anatomia URL con decomposizione di protocollo, sottodominio, nome ed estensione Anatomia di un URL: protocollo, sottodominio, nome di dominio ed estensione.

  • Prefisso: il protocollo, http o https. HTTPS è la versione sicura, oggi standard. Su qualsiasi hosting moderno (incluso SiteGround) è incluso di default tramite Let’s Encrypt. Non devi più fare nulla a mano come succedeva nel 2019.
  • Sottodominio: alcuni siti usano il www, altri no (es. www.ale.com vs ale.com). Quando registri il dominio si imposta un redirect automatico tra le due versioni. Funzionano entrambe.
  • Nome: questo lo decidi tu. È la parte importante e ne parleremo a fondo tra poco.
  • Estensione: ce ne sono tre famiglie. Le originali (.com, .net, .org, .gov, .edu, .int), quelle nazionali (.it per l’Italia, .fr per la Francia, .de per la Germania) e quelle nuove (.media, .guru, .tv, .ninja, .app). Ti dirò io quale conviene scegliere e perché.

Bene. Ora come si sceglie il dominio perfetto per il tuo caso?

Le 3 prospettive per scegliere il nome di dominio giusto

Prima di passare alla registrazione pratica devi fermarti a ragionare sul nome. È la scelta più importante di tutto il processo e si fa una volta sola.

Esistono 3 prospettive da analizzare prima di acquistare un dominio:

  1. Prospettiva Umana
  2. Prospettiva del Brand
  3. Prospettiva SEO

Una alla volta.

Prospettiva umana: facile da leggere, scrivere e ricordare

La prospettiva umana è semplice. Il dominio che scegli deve facilitare la vita delle persone che lo leggono e lo ricordano.

Quando registri un dominio, la caratteristica più importante è la semplicità: deve essere facile da leggere, da scrivere e da memorizzare.

Lascia perdere i nomi elaborati. Massimo 2-3 parole concatenate, mai di più.

E fai attenzione a una trappola classica: i domini ambigui.

I domini ambigui sono quelli che generano significati doppi a seconda di come li leggi.

Schema domini ambigui con doppia lettura: Oddsextractor e Penisland Tre esempi reali di domini ambigui: la stessa stringa letta in due modi diversi cambia completamente significato.

Caso reale: Oddsextractor.com sta per “estrattore di probabilità” (Odds extractor). Ma se conosci l’inglese, l’ambiguità salta subito all’occhio: Odd Sex Tractor significa “bizzarro trattore sessuale”.

Un altro classico è un rivenditore di penne americano che voleva chiamare il suo sito “isola delle penne”. In inglese: penisland. Pen-island… ma anche penis-land. Compreresti una penna nella terra dei pe*i?

Non sottovalutare questa cosa. Se usi più parole nel nome, rileggile dieci volte prima di acquistare. Cerca ambiguità. Chiedi a qualcuno che non conosce il tuo progetto come legge il nome.

Il problema non riguarda solo le risate di un visitatore. Anche Google può interpretare male l’ambiguità, e per il posizionamento del tuo sito è un guaio.

E il discorso non vale solo per i domini composti.

Hai mai sentito parlare del formaggio Leerdammer? Marchio famoso, di successo. Ma non hai idea dello sforzo (e dei soldi) che hanno dovuto investire i loro pubblicitari per mitigare il significato evocato dal nome. Mmmm… erdammer.

Non sto scherzando. Ho assistito a un evento di naming in cui il caso Leerdammer veniva portato come esempio classico di errore strategico.

Riepiloghiamo. Secondo la prospettiva umana, il tuo dominio deve essere:

  • Semplice da leggere, scrivere e memorizzare
  • Non ambiguo

Niente di complicato. Andiamo avanti.

Prospettiva del brand: distintività e significato immediato

Una delle cose più importanti online è far capire chi sei e cosa fai nel minor tempo possibile. Sul web l’attenzione media è bassissima: chi atterra sul tuo sito non si ferma a ragionare, vuole capire al volo se è nel posto giusto.

Per questo motivo, se vuoi puntare sul branding, il tuo dominio deve:

  • Distinguerti dagli altri
  • Trasmettere un significato che ti collochi nel mercato giusto

Schema dominio brandizzato GialloZafferano con associazioni mentali cucina e ricette italiane Giallozafferano: dominio brandizzato che evoca subito il contesto (cucina, ricette italiane). Esempio di naming perfetto.

Esempio: Giallozafferano.

Hai mai sentito parlare di Giallozafferano? Spero di no, almeno puoi rispondere onestamente: secondo te in che mercato si colloca questo sito?

Esatto, ricette e cucina. Non c’è stato bisogno di dirtelo, no? Il collegamento è immediato.

Eppure il nome è semplice e memorabile. Come fai a dimenticartelo?

Giallozafferano è un esempio fantastico di nome di dominio azzeccato. Prendi ispirazione.

Scegliere un dominio per promuovere te stesso.

Se hai deciso di aprire un blog, ricordati che puoi registrare un dominio con il tuo nome.

Che vantaggio ne trai? Personal Branding.

Personal Branding significa fare di te stesso un brand. Collegare il tuo nome a un insieme di significati che ti identificano e posizionano nel mercato, esattamente come una marca.

Più semplicemente: il personal branding è la ragione per cui qualcuno dovrebbe scegliere proprio te. Che sia un cliente o un partner commerciale.

Se vuoi approfondire questa strategia, ho scritto una guida dedicata: creare un blog personale a tuo nome.

Exact Match Domain: la prospettiva SEO

Cos’è la SEO? La Search Engine Optimization, ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca. L’obiettivo è far comparire un sito (o una pagina) in alto nei risultati di Google.

Sono moltissimi i fattori che influenzano la SEO. E nonostante quello che dicono molti SEO, il nome di dominio ha ancora un suo peso per il posizionamento su Google.

Cosa significa in concreto? Che se vuoi posizionarti per la keyword “sbiancamento denti Milano”, registrare un dominio che contiene esattamente quella keyword ti dà una piccola spinta in più.

Molti SEO sostengono che non funzioni più. Ma chi pratica davvero sa che il dominio conta ancora qualcosa. Il motivo è semplice.

Google vuole restituire il miglior risultato alle ricerche. Ma quando qualcuno cerca “sbiancamento denti Milano”, Google non può sapere se sta esprimendo un’esigenza generica o se sta cercando proprio il dominio “sbiancamentodentimilano.it”.

Potrebbe averlo sentito da un amico o averlo già visitato in passato. Google ne deve tenere conto. Per questo un exact match domain ha sempre una piccola spinta per quella keyword specifica.

Nota: questa non è una legge ufficiale di Google. È un’osservazione personale basata sulla mia esperienza diretta nel settore e su quella di altri SEO che lavorano sul campo.

Riepilogando: se vuoi creare un money site monotematico, e hai già deciso di basarti soprattutto sulla SEO per una singola keyword, allora scegli un nome che corrisponda a quella keyword.

Se invece vuoi costruire un business online partendo da zero, te lo sconsiglio. Un exact match domain ti chiude le porte su altri canali (social, brand, espansione su nicchie correlate) e ti rende difficile differenziarti.

Ok, ora abbiamo le basi teoriche. Passiamo agli 8 consigli pratici di un esperto vero.

8 consigli di Rand Fishkin per scegliere il dominio perfetto

Rand Fishkin, co-founder di SparkToro e uno dei massimi esperti mondiali di SEO e Web Marketing, ha scritto e parlato moltissimo di domini. Ha fondato Moz nel 2004, l’ha guidato per 14 anni, e oggi continua a divulgare ricerca SEO solida e non-fuffa attraverso SparkToro.

Di domini ne mastica parecchio. Eccoti 8 dei suoi consigli pratici che condivido in pieno.

Schema checklist 8 consigli di Rand Fishkin per scegliere il dominio perfetto Gli 8 consigli di Rand Fishkin per scegliere un dominio memorabile e ben posizionato.

1. Registra un dominio “brandizzabile”

Questo si collega alla prospettiva del brand di cui abbiamo appena parlato.

Rand suggerisce di registrare domini che suonino come dei brand, non come parole generiche.

Esempio pratico. Devi scegliere il dominio per un e-commerce di pasta o un blog di ricette. Un exact match come “RicettePastaOnline.com” è troppo generico e dimenticabile.

La soluzione? Qualcosa di più particolare. Qualcosa che suggerisca un’immagine mentale al consumatore.

Due esempi pensati in due minuti:

  • LaboratorioPasta.com
  • MissionePasta.com

Non male, vero? Basta fermarsi a pensare un attimo. Puoi farlo anche tu.

Attenzione: evita nomi con trattini e caratteri speciali. Sono illeggibili a voce e si dimenticano subito.

2. Scegli un nome pronunciabile

Poco fa abbiamo parlato della prospettiva umana.

Rand parla spesso del concetto di “processing fluency”, secondo cui le persone ricordano molto più facilmente le parole che riescono a pronunciare senza inciampare.

Scegliere un nome facilmente pronunciabile permette sia di ricordarlo che di collegarlo a sensazioni positive. Un nome che scivola via di bocca resta in testa. E nel marketing, restare in testa è metà del lavoro.

Il concetto è: leggi il dominio ad alta voce prima di registrarlo. Se inciampi, cambialo.

3. Registra domini brevi (ma senza esagerare)

Un dominio memorabile è breve. Intuitivo, no?

Il problema è che alcuni esagerano. “Più è breve, più si ricorda” non è sempre vero.

Pensaci un attimo: cosa ricordi meglio tra “LabPasta.com” e “LaboratorioPasta.com”?

Il primo è più breve, ma meno pronunciabile e meno memorabile. “LPasta.com” sarebbe ancora peggio: oltre alla pronunciabilità persa, anche il significato sparisce.

Il concetto è: se sei indeciso tra due domini di pari livello, scegli il più corto. Ma non sacrificare pronunciabilità e significato per accorciare di due lettere.

4. Registra domini .com (quando puoi)

Nel mio blog ho sempre consigliato di scegliere il .com, e anche Rand conferma che è la cosa migliore.

Anche oggi che esistono decine di nuove estensioni (.tv, .ninja, .guru, .expert, .app, .design), il .com resta il più riconosciuto. Anche le persone che di tecnologia non capiscono nulla associano subito “.com” all’idea di “sito web”.

Se il .com non è disponibile, le alternative migliori sono .net, .org e .it. Le estensioni esotiche le useresti solo per ragioni di branding specifico (tipo Spada.ninja per un blog di arti marziali, che è un’idea carina).

5. Evita domini che possono essere confusi con altri marchi

Credi di poter aprire un dominio “FacebookItalia”? Sbagli di grosso.

I marchi registrati sono tutelati legalmente e possono procedere contro di te in tribunale. Non vale solo per il nome esatto, ma anche per varianti palesemente derivate (es. “Barzilla.com” per ricordare Barilla).

Due regole pratiche:

  • Non registrare domini che contengono il nome di un marchio o varianti riconoscibili
  • Non registrare estensioni alternative dello stesso marchio (se Rustichella usa “rustichella.it”, non puoi prendere “rustichella.com”)

I big ti sgamano subito e sono dolori legali costosi.

6. Scegli un dominio intuitivo

Molti fanno l’errore di scegliere la soluzione “intelligente-complicata” quando registrano un dominio. Non commetterlo.

Scegli un nome che faccia intuire al volo cosa c’è nel sito. “Prodottodelmulino.com” è criptico. “Laboratoriopasta.com” è chiaro.

Ok, la pasta è prodotta dal mulino, ma serve un ragionamento per arrivarci. E sul web il ragionamento è un lusso che non hai. O capiscono subito o passano oltre.

Qualche appassionato di neuroscienze potrebbe obiettare: “Lo sforzo mentale per collegare concetti attiva la memoria a lungo termine”. Vero in laboratorio. Falso nel mondo del web, dove l’attenzione media è di pochi secondi e nessuno si ferma a fare il puzzle con il tuo nome di dominio.

7. Non impazzire per aggiungere le keyword

Abbiamo detto che la keyword nel dominio dà una spinta SEO. Ma è una spinta piccola.

A meno che tu stia lavorando su una sola parola chiave per costruire un money site monotematico (per esempio un blog basato sulle affiliazioni Amazon), l’exact match domain è sconsigliato. Riduce la memorabilità e mette il sito in cattiva luce: i visitatori percepiscono il nome come sforzato e poco naturale.

Brand prima, keyword dopo. Se riesci a metterle insieme bene, perfetto. Se devi scegliere, scegli il brand.

8. Se il dominio scelto non è disponibile, puoi modificarlo

Rand dice: “Il dominio che vuoi non è disponibile? Aggiungi qualcosa o modificalo.”

In base al tuo caso specifico puoi decidere se modificare il nome o l’estensione.

Non esiste una scelta migliore a priori: dipende da te. Se vendi corsi di arti marziali e il .com è occupato, l’estensione .ninja è geniale (Spada.ninja è impossibile da dimenticare). Se sei un professionista locale italiano e il .com è occupato, il .it è la scelta naturale.

Ok, la parte teorica è finita.

Guida pratica: come registrare un dominio internet passo passo

Prima di tutto, una domanda chiave: perché stai registrando un dominio?

I casi più comuni sono due:

  1. Vuoi creare un blog o un sito web: ti serve sia il dominio sia l’hosting (lo spazio web che ospita i file del sito)
  2. Vuoi solo un’email personalizzata: ti serve registrare un dominio + attivare un servizio email professionale (Google Workspace, Microsoft 365)

Se sei qui, scommetto che ricadi nel caso 1. La buona notizia è che seguendo questa guida ottieni gratis anche tutti gli indirizzi email personalizzati che vuoi (info@tuosito.it, contatti@tuosito.it, quellochevuoi@tuosito.it).

Quanto costa registrare un dominio internet?

Ecco i numeri reali aggiornati al 2026:

  • Dominio .it: 10-15€ all’anno (con piccole variazioni tra registrar)
  • Dominio .com: 12-20€ all’anno
  • Estensioni speciali (.guru, .design, .app): 20-50€ all’anno, alcune anche più care
  • Bundle dominio + hosting: meno di 50€ all’anno per il primo anno con la maggior parte dei provider professionali

Tabella comparativa costi dominio 2026: solo .it, solo .com e bundle hosting più dominio Costi medi 2026 per la registrazione di un dominio in Italia: dominio solo, dominio .com e bundle con hosting.

La cosa importante è capire un’altra logica: quando acquisti un hosting professionale, il dominio è spesso incluso gratis per il primo anno. Quindi la domanda vera non è “quanto costa il dominio”, ma “quanto costa il bundle dominio + hosting che mi serve per avere un sito funzionante”.

La risposta breve, su SiteGround o piattaforme simili, è: meno di 50€ all’anno. Circa quattro euro al mese, il prezzo di un cappuccino mensile.

.it o .com: quale estensione scegliere?

Domanda classica. Risposta breve: dipende dal tuo progetto.

Scegli il .com se:

  • Hai un progetto internazionale o vuoi tenerti aperta quella possibilità
  • Il tuo nome di brand è già occupato in .it ma libero in .com
  • Vuoi massima riconoscibilità universale

Scegli il .it se:

  • Lavori prevalentemente con clienti italiani (consulenza, servizi locali, e-commerce IT)
  • Vuoi rafforzare l’identità “made in Italy”
  • Il .com del tuo nome è occupato e il .it è ancora libero

Entrambe le estensioni hanno lo stesso peso SEO se il sito è ben fatto. Google non penalizza il .it rispetto al .com. La differenza la fanno il contenuto e l’autorevolezza del sito — non l’estensione.

Se proprio hai dubbi e vuoi giocare al sicuro, registra entrambe le estensioni del tuo nome. Costo extra di 10-15€ all’anno per il .it parallelo. In cambio eviti che un domani qualcuno apra un sito uguale al tuo cambiando solo l’estensione.

Come verificare se un dominio è disponibile?

Verificare la disponibilità di un dominio richiede dieci secondi.

Vai su SiteGround (link affiliato — il prezzo per te è lo stesso, e mi aiuta a produrre contenuti gratuiti come questo), inserisci il nome che vuoi nella barra di ricerca dominio e premi invio. In due secondi vedi se è libero, occupato, o se è in vendita su un marketplace di domini.

Vetrina interfaccia SiteGround ricerca dominio con risultati disponibile e occupato La schermata di verifica dominio su SiteGround: digiti il nome, scegli l’estensione e in due secondi sai se è libero.

Per i domini .it puoi anche consultare il database ufficiale nic.it, l’autorità italiana che gestisce il registro nazionale.

Se il dominio che vuoi è già occupato, il registrar ti suggerirà alternative simili (varianti con prefissi, suffissi, estensioni diverse). Prima di accontentarti di un’alternativa scadente, però, fai un secondo giro di brainstorming sul nome: spesso si trova qualcosa di meglio.

Dominio + hosting: come ottenere il dominio gratis

Se vuoi registrare un dominio per creare un blog o un sito, dovrai necessariamente acquistare anche un hosting. Ovvero lo spazio web collegato al dominio che contiene fisicamente il sito.

Quale hosting scegliere? Io uso SiteGround da anni perché ha il miglior rapporto qualità-prezzo che ho trovato sul mercato. Velocità di caricamento alta, supporto in italiano 24/7 e backup automatici inclusi. Il certificato HTTPS arriva di default, senza configurazioni manuali.

Ho scritto una guida completa sul perché lo scelgo: vedi miglior hosting WordPress.

E come si registra il dominio nella pratica?

Ti basta acquistare l’hosting: durante il checkout il sistema ti chiede di scegliere il dominio. Se è libero, lo associa al piano hosting e te lo dà gratis per il primo anno. Se è già tuo (registrato altrove), puoi puntarlo all’hosting tramite DNS. La guida passo-passo completa è qui: come installare WordPress con dominio e hosting.

Una nota importante: se sei alle prime armi e vuoi un sito funzionante senza impazzire con la parte tecnica, nel mio Start Kit gratuito trovi un template WordPress già pronto. Lo importi in un click sul tuo hosting SiteGround e personalizzi solo testi, foto e colori. Quello che normalmente richiederebbe settimane lo fai in un pomeriggio.

Dominio + email personalizzata: l’effetto credibilità

Molti lo sottovalutano: un indirizzo email personalizzato cambia la percezione del cliente in due secondi.

Vetrina mock inbox email con confronto tra indirizzo professionale dominio personalizzato e gmail amatoriale Confronto tra email professionale (nome@tuodominio.it) ed email gratuita Gmail: la percezione del cliente cambia drasticamente.

Confronta tu stesso:

Il primo trasmette un’idea di professionalità immediata. Il secondo sembra l’email di una passione hobbistica. Per chiunque venda consulenza o prodotti, questa differenza pesa più di quanto immagini.

Una volta che hai dominio + hosting, puoi creare tutti gli indirizzi che vuoi gratis (info@, contatti@, supporto@, e così via). Bastano due click nel pannello del provider.

Domande frequenti sulla registrazione di un dominio

Eccoti le risposte alle domande che ricevo più spesso da chi è alle prime armi.

Cos’è la registrazione di un dominio internet?

Registrare un dominio significa acquistare il diritto d’uso di un nome univoco (come tuosito.it) per identificare il tuo sito sulla rete. La registrazione si fa tramite un registrar autorizzato e ha una durata annuale, rinnovabile. Senza dominio il tuo sito non ha un indirizzo che le persone possano digitare nel browser.

Quanto costa registrare un dominio internet nel 2026?

Un dominio .it costa circa 10-15€ all’anno, un .com tra 12 e 20€ all’anno. Se acquisti un hosting professionale come SiteGround, il dominio è spesso incluso gratis per il primo anno: il bundle completo dominio+hosting parte da meno di 50€ all’anno, circa 4 euro al mese.

Meglio il dominio .it o il .com?

Il .com è più universale e riconoscibile a livello internazionale: scegli questo se hai un progetto globale o se il tuo nome è disponibile solo in .com. Il .it è perfetto per attività locali italiane, professionisti che lavorano con clienti italiani e per rafforzare l’identità nazionale. Entrambe le estensioni hanno lo stesso peso SEO se il sito è ben fatto.

Come si verifica se un dominio è disponibile?

Vai sul sito di un registrar come SiteGround o Aruba, inserisci il nome che vuoi controllare nella barra di ricerca dominio e premi invio. In due secondi vedrai se è libero, occupato o in vendita a un prezzo speciale. Per i .it puoi anche consultare il database ufficiale nic.it.

Qual è la differenza tra dominio e hosting?

Il dominio è il nome del sito (tuosito.it). L’hosting è lo spazio fisico su un server dove i file del sito vivono. Pensa al dominio come all’indirizzo di casa e all’hosting come alla casa vera e propria: ti servono entrambi e devono parlarsi tra loro tramite il sistema DNS.

Cosa succede se non rinnovo il dominio?

Se non rinnovi il dominio entro la scadenza annuale, entri in un periodo di grazia di circa 30 giorni in cui puoi recuperarlo. Passati quelli, il dominio torna libero e chiunque può registrarlo. Conviene attivare il rinnovo automatico dal pannello del registrar: rischi enorme se ci tieni al nome del tuo brand.

Conclusioni: i 5 elementi chiave da ricordare

Ricapitolando, ecco i 5 punti chiave da non perdere di vista.

  1. Cos’è davvero un dominio: un nome univoco che identifica il tuo sito, collegato tramite DNS allo spazio web (hosting) dove i file vivono fisicamente.
  2. Le 3 prospettive per scegliere: la prospettiva umana (semplicità, non ambiguità), la prospettiva del brand (distintività e significato immediato), la prospettiva SEO (peso della keyword nel dominio, da usare con cautela).
  3. Gli 8 consigli di Rand Fishkin: brandizzabile, pronunciabile, breve ma non troppo, .com quando puoi, attento ai marchi registrati, intuitivo, niente keyword forzate, modifica se non disponibile.
  4. Costi reali nel 2026: 10-20€ all’anno per il solo dominio, meno di 50€ all’anno per il bundle dominio + hosting professionale.
  5. Come si registra in pratica: scegli un hosting affidabile (io uso SiteGround), durante il checkout selezioni il dominio, il sistema verifica la disponibilità e in 5 minuti hai sito attivo + email personalizzate gratis.

Se parti da zero e vuoi un sito funzionante senza perderti nei tecnicismi, nel mio Start Kit gratuito trovi un template WordPress già pronto, le mie istruzioni passo-passo per attivare hosting e dominio, e il sistema completo per partire con meno di 50€ all’anno. Lo importi in un pomeriggio e ti ritrovi un sito vero, online, pronto a ricevere visitatori e clienti. È quello che ho usato io e che oggi sta funzionando per migliaia di persone che hanno seguito il corso.

In bocca al lupo per il tuo progetto.

— Alessandro