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Chi è alessandro pedrazzoli

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Storia di un trauma, un jack... e un'email
Storia di un trauma, un jack... e un'email

Ore 7:00. Ero appena salito sulla mia golf 4 semi-distrutta.


Era il grande giorno. 


3 anni prima facevo il saldatore in un'officina meccanica. Poi università, laurea... e finalmente il primo grande traguardo!


Eppure quella mattina non ero nervoso.


L’unica cosa che mi irritava era la “solita” routine giornaliera: quasi un’ora tra il traffico milanese per raggiungere il mio ufficio, nauseato dall’odore di smog e infastidito dagli incessanti colpi di clacson.


Ma non mi importava.


Quel giorno finalmente avrei ottenuto il tanto agognato contratto di lavoro a tempo indeterminato (con un ingente aumento di stipendio) per il mio nuovo lavoro da laureato.

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.

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Non potevo certo immaginare quello che sarebbe successo!

Drin drin...

“Alessandro, il capo ti vuole nel suo ufficio”

Era arrivato il momento.


Finalmente le cose stavano per cambiare.


Entro nel grande ufficio, con un espressione di soddisfazione.

“Alessandro, siamo molto soddisfatti del lavoro che hai svolto qui da noi e sicuramente lasceremo le nostre valutazioni positive all'agenzia… ma in questo periodo di crisi non avrebbe senso assumerti a tempo indeterminato, e visto che il tuo contratto di stage scade oggi, i tuoi servizi non sono più richiesti”.

BANG.


Tutto i piani che avevo fatto fino a quel giorno sfumarono a velocità supersonica. Non solo non avevo ottenuto il (promesso) lavoro a tempo pieno… ero proprio stato licenziato!


Totalmente incredulo ho raccolto le mie cose e salutato i colleghi.

Fine.

1/5 - L'inizio della fine

Come anticipato, a quel tempo ero un neo laureato in corporate communication (con ottimi voti) con numerosi corsi post laurea che avevano arricchito il mio background con una serie di competenze extra sul digital marketing.


I signori del "i tuoi servizi non sono più richiesti" mi avevano assunto 6 mesi prima. 


Contratto di stage, anche se per chiamarlo stage ci vuole coraggio: il mio tutor (la persona che avrebbe dovuto “insegnarmi il mestiere”) era la moglie del capo… incompetente nel campo marketing e comunicazione.


Una tutor di facciata, per giustificare il contratto di stage. La verità è che avevano bisogno di una persona che sistemasse tutti i loro problemi con la minima spesa possibile.


Non ero un pollo, lo sapevo... ma — secondo loro — sistemare i problemi di comunicazione online dell’azienda mi avrebbe assicurato l’assunzione a tempo indeterminato con uno stipendio molto più “succoso”.


Invece… sorpresa! Una volta fatto il lavoro sporco “i miei servizi non erano più richiesti”.


Grazie!


C'era un problema: all'inizio dello stage avevo preso casa  a Milano, dove i prezzi degli affitti sono altini.


Ok che per le spese ricevevo un aiuto economico da mio padre, ma è anche vero che mi ero ridotto a fare la spesa con 30€ a settimana!


Non potevo nemmeno permettermi di uscire con gli amici. Dopo il lavoro loro "facevano serata", io invece studiavo e facevo esperimenti sui miei blog.


Ma questa fu una fortuna, perché questi blog in poco tempo iniziarono a generare 200-300€ al mese. Ti assicuro che erano tanti soldi per quella "situazione temporanea".


Situazione temporanea?


Già, non avevo messo in conto il licenziamento. Per me quello era solo un periodo transitorio: dovevo "sopravvivere" quei sei mesi, per poi godermi il contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di tutto rispetto.


(Anche se — lo ammetto — il mio sogno segreto era creare qualcosa di MIO e liberarmi per sempre dal lavoro da dipendente)...

2/5 - I sogni rivelano gli incubi: colpa del whisky?

I sogni rivelano gli incubi - Alessandro Pedrazzoli

Ricordo il giorno del licenziamento come se fosse ieri.


Fuori c’era il sole, era una bella giornata, ma sembrava che nel mio monolocale ci fosse il peggiore dei temporali.


Stavo rimuginando su una cosa: per trovare un lavoro nel mio ambito di studi, Milano era la scelta migliore.


Non potevo andarmene, le opportunità lavorative erano lì! Il punto è che avevo soldi a malapena sufficienti per viverci altri 2 mesi (da pezzente).


Continuavo a rimuginare.


Sulla mia scrivania c’erano cellulare, PC e contratto di affitto.


Li fissavo e pensavo...


... ma il secondo memorabile “drin drin” di quella giornata da incubo mi svegliò da quello stato catatonico.


Questa volta era il mio cellulare. Chiamata in entrata di mio padre.

“Ciao Ale, come va?”.

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Mi sentii paralizzato.


Non riuscivo a parlare di quello che ritenevo un fallimento. Non volevo deluderlo. Dissi solamente che era tutto ok.


Tornai a fissare la “scrivania”.


Telefono, contratto e PC... e ora c'era anche un Jack liscio.


Il contratto mi ricordava che il tempo per trovare una soluzione era limitato (2 mesi).


Il PC invece sembrava l'unico modo per risolvere la situazione: dovevo iniziare di nuovo a mandare curriculum... e trovare un altro lavoro entro 2 mesi.


...L’unico modo. Il metodo “standard”. La logica conseguenza del licenziamento.


Ma in quel momento cambiò qualcosa.


Ero nervoso, terrorizzato. Colpa dell’adrenalina del trauma? Può essere.


Merito del Jack Daniel's? Forse in parte.


Era come se il mio corpo si stesse "ribellando" alla vista dell'ennesimo sito di annunci di lavoro.


Per un attimo immaginai come sarebbe stato vivere lavorando esclusivamente ai miei progetti online: nessun capo, nessun orario, nessun obbligo. VERA meritocrazia.


Tutto nelle mie mani! Avrei potuto lavorare in qualsiasi momento da qualsiasi luogo. Niente più odore di smog ne colpi di clacson.


Quell’immagine mentale fu come una droga per il mio corpo rigido: mentre ci pensavo sentivo un godibile rilassamento. 


...E allora presi la decisione più "rischiosa" azzeccata delle mia vita...

3/5 - Primo obiettivo: VIVERE DIgnitoSAMENTE DA LIBERO (1500€ al mese)

Se in due mesi fossi riuscito a costruire una piccolo business online da 1500€ al mese, allora avrei potuto smettere di fare quello che DOVEVO fare (dipendente)… e iniziare a fare quello che VOLEVO fare (creare qualcosa di mio).


Dovevo solo prendere la decisione di smettere di studiare quello che facevano gli altri guru online (ero guru-dipendente), e iniziare a darmi da fare.


Decisi di smettere di guardare video sulle centinaia di metodi "rapidi" per guadagnare, e di concentrarmi su un unico progetto: il mio blog personale.


Costruendo un progetto solido avrei potuto:

Certo, avrei dovuto farmi passare la paura di espormi in prima persona.


Ma da cosa derivava questa paura? Timidezza? Paura del giudizio? Non me lo ricordo...


...Ricordo solo che in quel momento non potevo più permettermi di avere “vergogna” di mettere la mia faccia online.


C’erano dei costi per iniziare questo tipo di attività, costi banali (70€ per avere hosting e dominio) ma fortunatamente avevo già creato dei blog e quindi avevo già sostenuto anche i costi. Una scusa in meno per mollare.


Il sogno aveva delle basi, iniziava a prendere forma.


Ma i sogni… rivelano gli incubi!


Era da tanto tempo che “stagnavo” in quella situazione da lavoratore dipendente.


Quando facevo lo stagista le cose non mi andavano bene, ma me le facevo andare bene. Quella situazione ("stipendio fisso") mi dava delle certezze... 


...e quindi fino a quel momento non avevo mai pensato di creare un business serio e durevole. Cercavo di "guadagnare qualcosa online" nel tempo libero.


Ma ecco cosa ho capito:


Le certezze sono come delle catene. Ci tengono bloccati nella nostra situazione.


Il problema è che invece le situazioni che ci fanno provare "INcertezza" fanno dannatamente paura (vero?)... ma sono un passaggio obbligatorio per il cambiamento.

In fondo il licenziamento fu una fortuna: 


Veder crollare le mie "certezze" rese meno difficile la mia decisione… BASTA LAVORO DA DIPENDENTE, BASTA CAPI APPROFITTATORI, DOVEVO CREARE QUALCOSA DI MIO E VIVERE CON LE MIE REGOLE.


...Se avessi fallito sarei dovuto tornare dai genitori, da disoccupato...

...Dopo i loro sacrifici sarei stato una delusione...


... NO, basta con le scuse! Tutti hanno una scusa, ma la verità è che le uniche persone che hanno la certezza di fallire sono quelle che non ci provano.


La decisione era presa.

4/5 - Tic tac

Dovevo darmi da fare: creare nuovi articoli per il blog e pensare a prodotti e servizi da offrire attraverso i miei contenuti.


Già pensavo anche alle “questioni tributarie”… aprire la P.IVA e mettermi in regola. Ma che senso aveva porsi il problema in quel momento?


Pensavo questo:


L’obbligo di avere una P.IVA scatterà nel momento in cui avrò dei guadagni buoni e continuativi (se hai un sito e non guadagni... che tasse dovresti pagare?) e se ci riuscirò avrò avuto successo e sarò felice di mettermi in regola!


Non me ne preoccupavo anche per un altro motivo: in quel momento “credevo” di essere scettico.


Lasciami spiegare...


Era come se pensassi che certo cose sono troppo belle per essere vere, e che quindi IO, persona comune, non sarei mai riuscito nell'impresa...


(D'altra parte la società ci impone questo tipo di schema: studia, trova un lavoro, metti su famiglia).


...Ma il paradosso è che per la prima volta stavo davvero scommettendo tutto su me stesso. Questo mi fece capire che avevo iniziato a crederci davvero (e fidati... questa è la base per ottenere dei risultati).


Tic tac tic tac… il tempo passava e dopo 4 settimane ancora zero clienti.


Qualcuno leggeva i miei nuovi articoli. Qualcuno acquistava dai miei link di affiliazione. Ma ero ancora lontano dai 1500€.


Le persone vicine mi dicevano che avrei dovuto trovarmi un "lavoro vero". Ammetto di essere stato tentato più volte di mollare per colpa degli altri.


...ma sono riuscito a resistere! Il mio obiettivo era più grande di quello degli “altri"!


Basta guardarsi intorno:


La maggior parte delle persone vive come dipendente per uno stipendio misero. La maggior parte delle persone non sa come cambiare vita. Per ottenere risultati diversi non puoi fare quello che fanno gli altri.


Fu importantissimo per me capire questa cosa.


Quindi iniziai a pubblicare contenuti con un approccio diverso rispetto a prima: mi resi conto che il valore offerto dai miei articoli era solo una delle componenti del sistema. 


Fa piacere ricevere like, commenti e ringraziamenti, ma io avevo bisogno di guadagnare! Quello che pubblicavo, doveva avere come obiettivo primario il profitto.


Era sciocco partire da video e articoli per poi cercare di monetizzare il mio progetto, perché gli stessi contenuti dovevano essere creati appositamente per promuovere le mie offerte.


Non dovevo scrivere una grande quantità di articoli e creare centinaia di video, perché era quello che facevano tutti (e che fanno tutt'ora la maggior parte dei blogger / marketer ecc. guadagnando cifre misere).


Pensaci:


Che senso ha creare decine e decine di contenuti se questi non hanno un vera strategia d'insieme?


La cosa logica da fare era PARTIRE dal profitto e DEDURRE solo i contenuti necessari per ottenere quel profitto.


Pochi contenuti... ma collegati da un cluster, una strategia d'insieme ben delineata, pensata per trasmettere quello che dovevo trasmettere per influenzare i miei lettori e trasformali in clienti. 


Dovevo far loro vedere le cose dal mio punto di vista. Dovevo creare ordine dal caos.

cluster

Dopo altre due settimane, mettendo insieme tutto il contenuto che avevo creato fino a quel momento, ne ricavai 4 super-articoli sequenziali tra loro. Una grandissima coerenza. Un percorso ottimizzato. 


È più complicato creare una struttura simile rispetto a creare tanti articoli (o video) un po' a caso?


Certo che si! È adatto solo alle persone che hanno voglia di spremersi le meningi...


...ma è anche più redditizio!


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Intanto, i giorni passavano.


Una sera mi trovavo ad un ristorante giapponese all you can eat con un amico (che ora tra l'atro è diventato l'attuale marketing manager di Andrea Giuliodori di Efficacemente). 


Ci eravamo riempiti di cibo senza ritegno, e mentre cercavamo le forze per alzarci ed andare a berci la birretta del sabato sera, parlavamo della mia situazione.


Ma quella sera... mi aspettava una piccola sorpresa...

Ore 21. Un’email dal  mio blog. Un fulmine a ciel sereno. Un cliente pagante.


…Il più bel digestivo del mondo! Avevo allungato la mia vita da “indipendente” di un altro mese.


Ricordo che quella sera ne bevemmo 2 di litri di birra (e ci divertimmo come bambini). Non so se fu l'alcol o l’euforia, ma in tarda serata feci anche una bella conquista… con due gambe che non finivano più (ma di questo qui non ne parlerò... ).


Ma la cosa migliore accadde il giorno successivo:


A distanza di neanche 24 ore avevo altre 2 richieste da clienti paganti e un aumento vertiginoso delle vendite di prodotti in affiliazione.


Non poteva essere un caso!


Verificai dall’account di Analytics i dati delle visite sul mio blog. Era successa una cosa straordinaria…


Si trattava della mia prima mini-esplosione!


Avevo avuto dei picchi di traffico: non solo gli articoli si erano posizionati bene sui motori di ricerca, ma avevo anche notato che i visitatori NON leggevano SOLO un articolo... ma approfondivano (proprio come avevo pianificato)!


Avevo creato una struttura in grado di "pilotare" le persone in un percorso logico all’interno del mio blog: dalla semplice curiosità al maniacale approfondimento.


E intanto i miei contenuti "vendevano da soli", proprio perché creati appositamente per dare valore e allo stesso tempo promuovere le mie offerte


Ogni cosa era conseguente all’altra: più visite, più articoli letti, più prodotti in affiliazione acquistati, più contatti da clienti.


Con soli 4 articoli, iniziai a guadagnare più del doppio rispetto ad uno stipendio (medio) da dipendente. Avevo acceso la miccia. Da quel giorno avrei solo dovuto pensare ad aumentare i profitti.



5/5 - Ritorno alle origini... ma da vincitore

Salto nel futuro di qualche mese. Il mio business era diventato stabile. 


Non avevo più bisogno di cercare un altro lavoro: con il mio blog guadagnavo 3-4 volte di più rispetto a QUALSIASI lavoro dipendente ottenibile con i miei titoli di studio.


La cosa divertente è che iniziai a ricevere offerte di lavoro "dirette"... nel senso che i recruiter iniziavano a contattare ME — direttamente dal mio blog — per farmi proposte lavorative.


Alcune erano moooolto interessanti (€€€) ma non abbastanza per “comprarmi”: a tutti piacciono i soldi, è innegabile, ma quello che avevo conquistato era diverso, più importante, non aveva prezzo... 


...e a dirla tutta non aveva limiti di guadagno (come qualsiasi attività imprenditoriale)! La mia crescita dipendeva da me, non da promozioni o "scatti di anzianità".


Avevo creato qualcosa di mio, e grazie a quel qualcosa potevo vivere libero, con le mie regole.


Probabilmente ora i recruiter se ne sono resi conto, e iniziano a contattarmi per altri motivi...

Paradossale vero? Fa riflettere.


Coooomunque...


Milano non faceva più per me.


Volevo lasciarmi alle spalle l’odore di smog e i colpi di clacson incessanti che mi ricordavano i giorni in cui sceglievo di essere quello che non volevo essere.


Da li a poco sarei tornato a vivere sul Lago di Como, in quella che tutt’oggi è la base operativa della mia società.


Oggi gestisco progetti per clienti (qui trovi il mio servizio di business design).


Ho un servizio di coaching e consulenze (qui trovi la pagina per un'eventuale candidatura)


Ho creato dei corsi online a pagamento (qui trovi il mio training avanzato Content Machine)


Ho creato dei corsi disponibili gratuitamente (qui trovi il mio  Start Kit).


E ho molte altre idee…


La mia missione è diventata aiutare le persone COME ME ("sognatori di libertà"... CON LA VOGLIA DI DARSI DA FARE!) a creare la propria fonte di reddito online evitando di cadere nella trappola dei "soldi facili online".


Ora che mi conosci dimmi:


La tua situazione "comoda" ti sta stretta... ma hai paura di cambiare?

Vorresti vivere come vuoi senza vincoli imposti dal lavoro dipendente?

Per raggiungere il sogno... sei pronto/a ad affrontare gli incubi?


La risposta è si? Allora forse fai parte della mia cerchia ristretta.


Non posso prometterti il successo (questo dipende da te) ma ti garantisco che nel mio blog — tra articoli, video, start kit ed email di approfondimento — troverai tutto l'aiuto di cui hai bisogno.


Grazie per aver letto la mia storia! Spero che io, la mia ex-golf scassata e il mio ex-monolocale ti saranno d'ispirazione.


Buon lavoro,

- Alessandro

Alessandro Pedrazzoli - Hero

P.S. Ora vivo a mezz’oretta di distanza dalla mia famiglia. Vado spesso a trovarli.


Mio padre non ha capito come guadagno esattamente... ma di solito mi dice: “ Ne hai da lavorare? Te li guardano i siti? Attento che non si sa mai, datti da fare!”.


Non me lo ha mai detto, ma so che ora è orgoglioso di quello che ho fatto. Certe cose si dicono… dicendone altre.

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Su questo blog e sul canale YouTube non pubblico molti contenuti, la mia filosofia è "Qualità prima della quantità". In questo modo non solo si ottengono risultati migliori, ma si risparmia tempo focalizzandosi solo sui contenuti "fondamentali" per generare traffico profilato e profitti nel modo più efficiente.

Tuttavia a breve ci saranno novità per quanto riguarda Facebook (metti il like alla mia pagina!). Mentre riguardo a Instagram per ora nulla di tecnico, ho appena aperto il profilo, ci troverai solo le mie avventure (se ti piace instagrammare... beh allora seguimi).

Alessandro Pedrazzoli - Moto

BASTA PERDERE TEMPO provando 50 cose diverse alla ricerca del "metodo" per diventare ricchi velocemente... inizia oggi a dare vita ad un business serio e sostenibile nel tempo (senza bisogno di marketing aggressivo e fastidioso).

Crea qualcosa di tuo, vivi come vuoi!

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