Hey, sono

Alessandro Pedrazzoli

Ti insegnerò come generare un sistema di contenuti che generano profitto e clienti. Per capire perché posso farlo, devi leggere la mia storia.

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Introduzione - il cigno nero

Ore 7:00. Ero appena salito sulla mia golf 4 semi-distrutta.

Era il grande giorno.

Dopo il diploma per un certo periodo feci il saldatore in un’officina meccanica. Poi mi laureai all’università, iniziai il calvario della ricerca di un lavoro in Italia… ma quel giorno, finalmente, il primo grande traguardo.

Eppure quella mattina non ero nervoso. L’unica cosa che mi irritava era la “solita” routine giornaliera: quasi un’ora tra il traffico milanese per raggiungere il mio ufficio, nauseato dall’odore di smog e infastidito dagli incessanti colpi di clacson.

Ma non mi importava. Quel giorno finalmente avrei ottenuto il tanto agognato contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Ma come insegna Nassim Nicholas Taleb nel suo best-seller “Il cigno nero”, gli eventi inaspettati — ma tu pensa — capitano proprio quando non ce li aspettiamo.

DRIN DRIN

“Alessandro, il capo ti vuole nel suo ufficio”

Era arrivato il momento. Finalmente le cose stavano per cambiare.

Entrai nel grande ufficio, con un espressione di soddisfazione. Nella mia testa avevo già visualizzato quella scena. Finalmente i miei sforzi sarebbero stati premiati.

“Alessandro, siamo molto soddisfatti del lavoro che hai svolto qui da noi e sicuramente lasceremo le nostre valutazioni positive all’agenzia… ma in questo periodo di crisi non avrebbe senso assumerti a tempo indeterminato, e visto che il tuo contratto di stage scade oggi, i tuoi servizi non sono più richiesti”.

BOOM. IL FOTTUTO CIGNO NERO.

Tutto i piani che avevo fatto fino a quel giorno sfumarono a velocità supersonica. Non solo non avevo ottenuto il lavoro a tempo pieno che mi era stato promesso, non avevo proprio più un lavoro.

Totalmente incredulo raccolsi le mie cose e salutai i miei “ex” colleghi.

Fine.

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L'inizio della fine

A quel tempo ero un (brillante?) neo laureato in Corporate Communication. Avevo anche affrontato diversi corsi post laurea per arricchire il mio background con competenze specialistiche sul digital marketing, comprese diverse esperienze sul campo.

Insomma, il mio lavoro lo sapevo fare! I signori del “i tuoi servizi non sono più richiesti” mi avevano rifililato un contratto di stage solo perché fiscalmente conveniente. Non era un vero stage: necessitavano una persona preparata, che sistemasse tutti i problemi del loro sito e dei loro contenuti online con la minima spesa possibile.

Questo già lo sapevo, tuttavia la paga era buona per essere un contratto di stage (800€). Inoltre mi avevano assicurato l’assunzione a tempo indeterminato, con uno stipendio più succoso.

Invece sei mesi dopo, sorpresa! Una volta sistemati i problemi “i miei servizi non erano più richiesti”.

Le classiche soluzioni made in Italy no? Un comportamento ancora diffuso oggi, a distanza di 10 anni.

Ad ogni modo…

C’era un problema: avevo firmato un contratto per l’affitto di una casa Milano, vicino alla sede dell’azienda (e gli affitti lì non sono certo a buon mercato).

Già prima del licenziamento ero stato costretto eliminare tutte le spese superflue, comprese le serate con gli amici.

Dopo il lavoro me ne restavo a casa a coltivare il mio hobby segreto: il blogging e i guadagni online in generale.

La segregazione fu in parte una fortuna: i miei blog sperimentali  iniziarono a generare 200-300€ extra al mese. Non sono nulla, ma ti assicuro che per quella “situazione temporanea” erano tanti soldi.

Situazione temporanea?

Esatto, perché io pensavo all’assunzione a tempo determinato e all’aumento di stipendio…

…Non avevo messo in conto il licenziamento!

Ma anche se le mie certezze future dipendevano dal lavoro dipendente, ti confesso che il mio sogno nel cassetto era creare qualcosa di mio e vivere con le mie regole, senza capo né orari prestabiliti.

02
Corpo rigido

Ricordo il giorno del licenziamento come se fosse ieri.

Fuori c’era il sole, era una bella giornata. Nel mio monolocale pareva esserci il peggiore dei temporali.

Rimuginavo su una cosa: per trovare un lavoro nel mio ambito di studi, Milano era la scelta migliore. Non potevo andarmene, le opportunità lavorative erano lì!

Il punto è che avevo soldi a malapena sufficienti per viverci altri 2 mesi (da pezzente).

Continuavo a rimuginare.

Sulla mia scrivania c’erano cellulare, PC e contratto di affitto. Li fissavo e pensavo.

Il secondo memorabile “drin drin” di quella giornata da incubo mi svegliò da quello stato catatonico.

Questa volta era il mio cellulare. Chiamata in entrata da mio padre.

“Ciao Ale, come va?”.

Mi sentii paralizzato.

Non riuscivo a parlare di quello che ritenevo un fallimento. Non volevo deluderlo. Dissi solamente che era tutto ok.

Tornai a fissare la “scrivania”.

Telefono, contratto d’affitto e PC… e ora c’era anche un Jack liscio.

Il contratto mi ricordava che il tempo per trovare una soluzione era limitato (2 mesi).

Il PC invece sembrava l’unico modo per risolvere la situazione: dovevo cercare degli annunci e trovare un lavoro entro 2 mesi.

L’unico modo. Il metodo “standard”. La logica conseguenza del licenziamento. Quello che fanno tutte le persone a cui serve una (rapida) entrata monetaria.

Ma in quel momento cambiò qualcosa.

Tremavo. Ero nervoso, terrorizzato. A causa del trauma? Può essere. Colpa del Jack Daniel’s? Forse in parte.

Dopo la pessima esperienza da persone che “dipende” da un capo, era come se il mio corpo si ribellasse alla vista dell’ennesimo annuncio di lavoro.

Per un attimo immaginai come sarebbe stato vivere lavorando esclusivamente ai miei progetti online: nessun capo, nessun orario, nessun obbligo.

Lavorare per me. Buon lavoro = buoni guadagni. VERA meritocrazia.

Avrei potuto lavorare in qualsiasi momento da qualsiasi luogo. Niente più odore di smog né colpi di clacson.

Quella visione del futuro rilassò il mio corpo rigido.

La giornata più brutta della mia vita mi guidò verso la più rischiosa delle decisioni prese fino a quel momento.

03
i sogni rivelano gli incubi

Se in due mesi fossi riuscito a costruire un business online anche solo da 1500€ al mese, allora avrei anche potuto dire addio per sempre al lavoro da dipendente.

Ma per farlo dovevo approcciarmi ai guadagni online in modo doverso rispetto a quello che facevo prima.

Prima infatti ero un “cercatore di opportunità”: seguivo i “guru” più famosi, quelli che dicevano di guadganare di più, e mi “drogavo” con i loro video e le loro email giornaliere.

Avevo un approccio di questo tipo:

In pratica, ogni volta che il guru presentava una nuova opportunità “vincente”, abbandonavo quello che stavo facendo e ripartivo.

Questo circolo vizioso è letale.

… Provavo / non ottenevo risultati rapidi / passavo ad altro

… Provavo / non ottenevo risultati rapidi / passavo ad altro

… Provavo / non ottenevo risultati rapidi / passavo ad altro

Letale.

In questo modo non potevo andare da nessuna parte.

E allora decisi di smettere di farmi attrarre dalla vita lussuosa degli altri, e piuttosto di darmi da fare nella pratica, concentrandomi su un unico progetto: la creazione di contenuti online (nello specifico, la creazione di articoli per il mio blog).

Dedicandomi seriamente a un progetto avrei potuto:

  • Guadagnare di più dalle affiliazioni
  • Sviluppare il mio brand
  • Vendere online

Bastavano investimenti banali per iniziare questo tipo di attività (il costo di un cappuccino a settimana). Mi resi conto che dovevo scegliere tra il cappuccino e il mio futuro! Non avevo scuse.

Con un blog online il sogno aveva delle basi, iniziava a prendere forma…

…Ma i sogni rivelano gli incubi!

Una mia ex-collega aveva subito il mio stesso trattamento e si era già trovata un nuovo lavoro in un’altra azienda.

Amici e persone vicine mi consigliavano di trovarmi un reddito “sicuro” e poi pensare alle mie “cose online”.

Insomma, l’ambiente intorno a me mi spingeva a fare quello che facevano tutti gli altri: cercare un nuovo posto di lavoro prima che fosse troppo tardi.

Ma io ero un divergente, e una vocina dentro di me si rifiutava di fare qualcosa solo perché è quello che fanno tutti. Non mi sembra che “TUTTI” facciano quello che vogliono con le loro vite… mi sbaglio? Fare quello che fanno tutti” non è il modo migliore per avere una vita diversa da quella della massa.

Volevo la libertà, volevo dimostrare agli altri di essere diverso, volevo vivere diversamente, e senza bisogno del permesso di nessuno.

Ripensandoci oggi, il licenziamento fu una fortuna:

Veder crollare le mie “certezze” rese più semplice continuare quel percorso verso la libertà.

Se avessi avuto il contratto a tempo determinato invece, probabilmente avrei fatto quello che farebbe il 99% della gente: lasciar scorrere il tempo, in attesa che avvenga un miracolo, tipo vincere al Superenalotto.

04
Effetto farfalla

Dovevo darmi da fare: creare nuovi articoli per il blog e pensare a prodotti e servizi da offrire attraverso i miei contenuti.

Già pensavo anche alle “questioni tributarie”: aprire la P.IVA e mettermi in regola. Ma che senso aveva porsi il problema in quel momento?

Pensavo questo:

“L’ obbligo di avere una P.IVA scatterà nel momento in cui avrò dei guadagni continuativi. Se il mio business decollerà sarò felice di mettermi in regola!”

Tic tac tic tac… il tempo passava e dopo 4 settimane ancora zero clienti.

Qualcuno leggeva i miei nuovi articoli. Qualcuno acquistava dai miei link di affiliazione. Ma ero ancora lontano dai 1500€ mensili che mi ero prefissato.

Visti gli scarsi risultati, mi resi conto che il valore offerto dai miei articoli era solo una delle componenti del sistema.

Fa piacere ricevere like, commenti e ringraziamenti, ma io avevo bisogno di guadagnare. Non dovevo “divantare famoso”, quello che pubblicavo, doveva avere come obiettivo primario la generazione di nuovi clienti.

Dovevo creare un cluster, un insieme di contenuti per influenzare i miei lettori e trasformali in clienti. Dovevevano vedere le cose dal mio punto di vista.

cluster


Mettendo insieme ciò che avevo pubblicato fino a quel momento, ne ricavai 4 super-articoli collegati tra loro, 4 articoli che però svolgevano la stessa identica funzione svolta da quelli che vengono chiamati “funnel di marketing”.

Davi sapere che la maggior parte delle persone che si approccia al business online spesso confonde le strategie con gli strumenti.

Sentono parlare di copywriting, funnel, lanci, pubblicità a pagamento, vendita telefonica, webinar ecc.

Per loro tutte ste robe qui sembrano delle “strategie”, ma la verità è che sono solo degli strumenti, e confondere la strategia con lo strumento non può che portare al fallimento.

Io invece in quel momento avevo una stretegia precisa, e come strumento utilizzavo un semplice blog.

Intanto, i giorni passavano.

Una sera mi trovavo ad un ristorante giapponese all you can eat con un amico.

(Sarà un caso ma ora quell’amico è il marketing manager di Andrea Giuliodori di Efficacemente).

Ci eravamo riempiti di cibo senza ritegno, e mentre cercavamo le forze per alzarci ed andare a berci la birretta del sabato sera, parlavamo della mia situazione.

Ma quella sera mi aspettava una piccola sorpresa…

Ore 21. Un’email dal mio blog. Un fulmine a ciel sereno. Un cliente pagante.

Il più bel digestivo del mondo! Avevo allungato la mia vita da “indipendente” di un altro mese.

Ma la cosa migliore accadde il giorno successivo:

A distanza di neanche 24 ore avevo altre 2 richieste da clienti paganti e un aumento vertiginoso delle vendite di prodotti in affiliazione.

Non poteva essere un caso!

Verificai i dati delle visite sul mio blog. Era successa una cosa straordinaria. Si trattava della mia prima mini-esplosione!

Non solo gli articoli si erano posizionati sui motori di ricerca (generando traffico gratuito) ma “convertivano”, un termine tecnico per dire che trasformavano le visite in clienti paganti.

Avevo creato una struttura in grado di “pilotare” le persone in un percorso logico all’interno del mio blog: dalla semplice curiosità al maniacale approfondimento.

E intanto i miei contenuti “vendevano da soli”, proprio perché creati appositamente per dare valore e allo stesso tempo promuovere le mie offerte.

Ogni cosa era conseguente all’altra: più visite, più articoli letti, più prodotti in affiliazione acquistati, più contatti da clienti.

Con soli 4 articoli, iniziai a guadagnare più del doppio rispetto ad uno stipendio (medio) da dipendente. Avevo acceso la miccia. Da quel giorno avrei solo dovuto pensare ad aumentare i profitti, integrando nuove offerte e nuovi strumenti.

Quando si raggiunge un primo importante risultato, si riflette sulle azioni recenti che possono averlo generato. In quei giorni continuavo a chiedermi cosa avessi fatto la settimana prima per vedere quel cambiamento.

Solo più tardi compresi il significato del principio fisico dell’effetto farfalla. Il risultato che avevo ottenuto derivava da TUTTO il lavoro fatto sul mio blog, anche tutte le azioni che sembrava non avessero portato a nulla.

So che sembra scontato, ma non lo è! La nostra memoria è più breve di quello che sembra. Quando non vediamo risultati rapidi non ci rendiamo conto che le cose sono in movimento.

Non commettere questo errore.

Prima di passare alla conclusione lasciati dare un consiglio: fai accadere le cose. Non aspettare un miracolo divino per muovere il culo. Inizia. Inizia dalle cose semplici, apri un blog, promuovi qualcosa in affiliazione o offri un servizio semplice, anche a basso costo se necessario.

L’importante è avviare un ciclo di azioni e reazioni. Raggiungerai un risultato totalmente diverso da quello che potresti immaginare.

Ricorda le parole del fisico Alan Touring:

“Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza”.

È questo l’effetto farfalla.

05
VIVI COME VUOI

Passaraono dei mesi, e i guadagni iniziarono a crescere. Quello che avevo creato non poteva essere definito come un “metodo di guadagno”, ma come una vera attività, un business solido e durevole nel tempo.

Con i miei articoli e miei video guadagnavo 3-4 volte di più rispetto a un lavoro dipendente ben pagato.

I miei contenuti raggiungevano e influenzavano sempre più persone. La cosa divertente è che iniziai a ricevere offerte di lavoro “dirette”, nel senso che erano i recruiter che contattavano me per farmi proposte lavorative.

Molte offerte erano interessanti (€€€) ma non abbastanza per “comprarmi”: a tutti piacciono i soldi, è innegabile, ma quello che avevo conquistato era diverso, più importante, non aveva prezzo…

…e a dirla tutta non aveva limiti di guadagno! Il bello delle attività imprenditoriali è che i profitti non derivano da promozioni o scatti da anzianità, ma solo dalle proprie capacità.

Avevo creato qualcosa di mio, e grazie a quel qualcosa potevo vivere libero, con le mie regole, in modo diverso rispetto alla maggior parte delle persone, comprese quelle che fino a quelche mese prima mi dicevano di lasciar perdere.

I recruiter iniziarono a contattarmi per altri motivi…

.

.

.

Fa riflettere, vero?

Coooomunque…

Milano non faceva più per me.

Volevo lasciarmi alle spalle l’odore di smog e i colpi di clacson incessanti che mi ricordavano i giorni in cui sceglievo di essere quello che non volevo essere.

Da li a poco sarei tornato a vivere sul Lago di Como, in quella che tutt’oggi è la base operativa della mia (ormai “delle mie”) società.

Oggi gestisco blog e siti per clienti (qui trovi il mio servizio di creazione siti web).

Ho un servizio di coaching e consulenze (qui trovi la pagina per un’eventuale candidatura)

Ho creato dei corsi, anche disponibili gratuitamente (qui trovi il mio famoso Start Kit).

E ho molte altre idee, come te e come tutti, ma con in più la consapevolezza che queste possano trasformarsi in realtà.

La mia missione è diventata aiutare le persone divergenti, le persone che non si accontentano, che vogliono vivere la loro vita diversamente.

E la mia missione combacia con il mio lavoro: ti posso aiutare a creare un sistema di contenuti che generi profitto e clienti.

Ora che mi conosci dimmi:

La tua situazione “comoda”, inizia ad essere scomoda?
Vorresti vivere diversamente e scegliere il tuo destino?
Per raggiungere il sogno… sei pronto/a ad affrontare gli incubi?

La risposta è si? Allora forse fai parte della mia cerchia ristretta.

Non posso garantirti un guadagno mensile preciso (si chiama stipendio, ed è una roba da dipendenti) ma ti garantisco che nei miei video, articoli, live ed email di approfondimento troverai tutto il necessario per iniziare a costruire il tuo destino.

Grazie per aver letto la mia storia! Spero che io, la mia ex-golf 4 scassata e il mio ex-monolocale ti siano stati d’ispirazione.

Buon lavoro,
– Alessandro Pedrazzoli “Il divergente”

Perché lo faccio?
In cosa credo?
Dovresti seguirmi?

Trovi la risposta a queste domande nel manifesto dei divergenti. Forse anche tu sei uno/a di noi… e in questo caso dovresti scoprirlo il prima possibile!