Storytelling: guida definitiva. Cos’è, come si fa e perché non puoi farne a meno.

Storytelling

Storytelling o, per chi è meno avvezzo agli inglesismi, la capacità di raccontare storie che siano efficaci, che convertano, che sappiano strappare (metaforicamente) il lettore dal torpore di un Internet pieno zeppo di contenuti generici e dozzinali, ancorandolo a qualcosa di concreto e che non lo faccia scappare.

No, non è follia, non si tratta di fantasie e nemmeno di capacità da superuomini impossibili da gestire, ma solo di pratiche che sono intorno a te e le vedi tutti i giorni, che puoi padroneggiare, fare tue e usarle per guadagnare su Internet. Ma lo storytelling non è solo per chi scrive libri? Certamente no, anzi!

Il mondo che ci circonda è impregnato di narrazione e narratori, la maggior parte dei quali nemmeno ti accorgi che esistono! Imparando anche tu a realizzare una narrazione efficace, potrai fare cose come ottenere like su Instagram e TikTok, come diventare YouTuber, come vendere online e come diventare influencer. Tutto per merito di una storia.

Ma come si fa uno storytelling indimenticabile? Questo ho intenzione di spiegartelo qui, quindi mettiti comodo e preparati per il viaggio!

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Storytelling significato: cosa vuol dire questo termine

Iniziamo a vedere il significato di storytelling, in modo tale che tu possa avere le idee chiare su ciò di cui andremo a parlare da qui in avanti.

Secondo definizione enciclopedica, lo storytelling è l’atto di narrare, ovvero ciò che tu fai quando racconti una storia ai tuoi figli, una bugia ai tuoi amici o una rocambolesca avventura al partner che vuoi conquistare.

Tutto qui? Sostanzialmente sì, ma solo perché ancora non hai compreso a pieno quanto sia profonda e districata questa affermazione nel mondo contemporaneo fatto di contenuti nel quale viviamo.

Esempi di storytelling

Oggigiorno tutto è narrazione!

  • Quando vai su Instagram e vedi il profilo del tuo travel blogger preferito (ammettilo, anche tu ne hai uno) che ti posta foto, video e storie della sua ultima avventura in Nepal, quello è storytelling.
  • Oppure quando vai su YouTube e guardi la recensione dell’ultimo modello di iPhone che è uscito sul mercato, apprendendo le sue mirabolanti novità tramite bocca dello youtuber di turno.
  • E anche quando alla televisione passa la pubblicità dei biscotti che ti mostra la famigliola felice intenta a inzupparli nella scodella di latte mangiando e sorridendo per quanto questi piccoli frollini stiano rendendo gioiosa la loro vita.
marketing in televisione

I cartelloni pubblicitari ai lati della strada, il cameriere al ristorante che ti spiega il menu del giorno, il mendicante che viene da te a chiederti qualche spicciolo per strada con un paio di stampelle (non giudico, è per farti capire il concetto) e ogni altra situazione che affronti quotidianamente, sempre pura narrazione!

Adesso, possiamo stare qui per ore a dire se e come potremmo categorizzare tutte queste sfumature che separano il racconto del panettiere da quello della pubblicità in TV, ma non è davvero rilevante.

Quello che voglio farti capire è che tutti, ma proprio tutti, raccontano una storia sia in forma attiva che passiva: la televisione tramite gli attori e delle scene preparate, i blogger tramite le loro parole, i videomaker tramite vlog e riprese, persino le persone in strada tramite i loro vestiti!

storytelling visual

Storie vere di vita vissuta, oppure storie montate ad arte per convincerti di qualcosa (che è successo davvero in un alto momento, oppure no).

Si possono tutte leggere come un libro, ma ovviamente non scendiamo quasi mai a questo livello di comprensione della situazione, poiché sarebbe troppo impegnativo per il nostro cervello.

Tutti questi esempi di storytelling online e storytelling nella vita fisica sono solo per farti capire quanto è presente, ma ora vedremo anche perché è fondamentale padroneggiarlo.

A che cosa serve lo storytelling

Ora che abbiamo cos’è lo storytelling, è bene comprendere quali sono i suoi obiettivi. Infatti si potrebbe facilmente pensare che, dato che è un qualcosa che avviene casualmente e anche involontariamente nella vita di tutti i giorni, la comprensione di questo punto non sia poi fondamentale.

Sbagliato!

Fare storytelling senza sapere perché, ti farà perdere il controllo su di esso, lasciandolo puramente dettato dal sentimento e dall’emotività che scorre nelle tue vene.

Narrazione ed emozione

Iniziamo dal fare una semplice domanda: “tu perché racconti una storia?“.

Già, perché? Immagino la risposta più immediata che ti sia venuta alla mente, sia quella di narrare le tue avventure, quello che hai visto, quello che hai fatto, sensazioni e anche per intrattenere gli ascoltatori.

storytelling esempio

In tutto questo, c’è il vero punto cruciale del discorso, ovvero il far provare emozioni!

Chiunque racconta una storia, vuole generare delle emozioni nell’ascoltatore, siano esse empatiche con quello che ha provato il narratore in un dato momento, siano esse create ad arte per indurre uno stato d’animo in quella persona.

Se tu capisci questo e inizi a raccontare le tue storie in modo più conscio di questo, agendo attivamente sulla storia in modo da indirizzare le emozioni di chi ascolta (magari andando a usare parole piuttosto che altre), allora il tuo livello di narrazione avrà immediatamente fatto un balzo in avanti.

I migliori narratori sono quelli che dosano le emozioni alla goccia, ricordalo!

Questa è la base anche del digital storytelling e digital marketing dei quali parleremo ora.

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Storytelling in marketing: perché devi saperlo padroneggiare

Quando si parla di storytelling in marketing, questo assume dei connotati che lo rendono il perno fondamentale del business, ciò che fa la differenza tra vendere e prosperare piuttosto che non vendere e chiudere.

Drastico? Sì, ma vero!

Non esiste un grande o piccolo business che vende solo perché esiste, questo poteva succedere prima dell’avvento del digitale ma oggi occorre sapersi costruire una immagine, una storia e creare una community intorno a sé, in modo tale da avere un obiettivo e non disperdere le proprie energie nel vuoto.

piccolo business

Qui ci saranno dei punti che potrai trovare controversi, magari poco etici e/o che non apprezzi, ma ci tengo a specificare una cosa.

Lo storytelling lo fanno tutti, alcuni con scopi nobili altri con scopi meno nobili. Il fatto che sia una pratica così diffusa, lo rende obbligatorio per tutti, che ti piaccia o no. Sta poi a te essere una persona corretta e fare uno storytelling onesto senza scadere nelle parole altisonanti che genererebbero magari vendite nell’immediato, ma ti farebbero perdere clienti in futuro.

Perché fare storytelling

Io parlerò del fenomeno in sé, senza andare a fare da giudice tra chi fa cose corrette e chi meno.

Dunque perché raccontare se stessi attraverso una storia è fondamentale per un qualunque brand? Per queste ragioni.

storytelling libri
  1. Connessione Emotiva: crea un legame emotivo profondo tra il marchio e il pubblico, permettendo alle persone di connettersi su un livello più personale. Questa connessione va al di là dei semplici dati e numeri, creando una relazione che influisce sul modo in cui il pubblico percepisce e interagisce con il marchio.
  2. Differenziazione: è una leva potente per differenziare un business dalla concorrenza. Attraverso storie uniche e autentiche, un marchio può emergere in un panorama affollato, catturando l’attenzione del pubblico e distinguendosi per la sua narrativa unica e coinvolgente.
  3. Persuasione Efficace: le storie sono strumenti di persuasione altamente efficaci. Quando ben raccontate, possono influenzare profondamente le decisioni d’acquisto e modellare le opinioni del pubblico. Questo potere persuasivo deriva dalla capacità delle storie di creare empatia, coinvolgimento emotivo e una comprensione più profonda dei valori del marchio.
  4. Comunicazione dei Valori: offre un mezzo autentico per comunicare i valori, la missione e la visione del business. Attraverso storie ben costruite, un marchio può trasmettere in modo vivido e tangibile il suo scopo, ispirando fiducia e connessione emotiva tra il pubblico e la sua identità.
  5. Coinvolgimento del Pubblico: le storie sono intrinsecamente coinvolgenti, catturando l’attenzione del pubblico in modo più efficace rispetto a dati o informazioni secche. La narrativa coinvolgente mantiene l’interesse del pubblico, spingendolo a esplorare ulteriormente il marchio e a partecipare attivamente alla storia che viene raccontata.
  6. Fiducia e Credibilità: raccontare storie autentiche e rilevanti contribuisce a costruire fiducia e credibilità nel tempo. Il pubblico è più propenso a fidarsi di un marchio che condivide le sue storie in modo trasparente, poiché questo crea una connessione più autentica e genuina. La fiducia consolidata attraverso la narrazione è un elemento cruciale per il successo a lungo termine di un business.

Ci siamo capiti? Qualunque cosa tu faccia, chiunque tu voglia essere online, dovrai saperti raccontare in modo efficace. Non ci sono scuse o scorciatoie. Questo fa la differenza tra successo e fallimento.

Il ruolo dello storytelling nelle aziende

Fino a ora ti ho parlato in forma abbastanza generica di tutti questi principi, ma voglio qui soffermarmi su un punto un po’ più concreto della cosa.

Ti ho detto che lo storytelling è fatto per creare e guidare le emozioni, insieme al fatto che serva alle aziende per tutta una svariata serie di ragioni elencate qui sopra, ma questo come si traduce in termini pratici?

Per spiegarti questo dovrò ricorrere a un esempio, perché sia qualcosa che puoi davvero comprendere. Ti prego di prendere solo l’esempio in sé, non valutare se sei d’accordo o meno con la natura del medesimo, non siamo qui per questo.

donna che legge

Ipotizziamo che tu abbia un brand che fa carne vegetale, il quale si pone il compito di rimpiazzare la carne animale dal menu degli italiani.

Questo avrebbe dei vantaggi sul mondo intero abbastanza semplici da capire.

  1. Abbattimento dell’inquinamento e del consumo di suolo da allevamento.
  2. Riduzione delle sofferenze per gli animali.
  3. Benefici sulla salute delle persone che mangiano troppa carne.

Ora, una persona che sceglie la carne vegetale invece di quella animale questi concetti ce li ha già in mente, ma potrebbe arrivare sugli scaffali del negozio e ignorare il prodotto per vari motivi. Inoltre, potrebbe essere una persona che non ha mai pensato di sostituire la carne animale nella dieta, ma potrebbe volerlo fare se consapevole dei vantaggi.

Qui, per riuscire ad attirare questo cliente, occorre fare un’opera di storytelling adeguata.

Occorre, tramite i giusti spot pubblicitari, post sui social e varie altre vie, sensibilizzare l’ascoltatore al tema, spiegare i valori del marchio (e perché si distingue dagli altri), renderlo facilmente riconoscibile e appetibile.

spot ecologista

Tramite una narrazione efficace, è possibile portare una persona che non ne sa nulla, fino al punto nel quale arriverà nel negozio e andrà a cercare la tua carne vegetale perché sa chi sei e si fida di te.

In tutto questo, tale persona si sentirà addirittura (in modo più o meno conscio) orgogliosa di sé stessa per aver contribuito con quell’acquisto a “fare del bene” al mondo intero.

Non è fantascienza, è tutto fattibile guidando le emozioni della persona con una tecnica di narrazione efficace!

Quali sono le tecniche narrative e quanti tipi di storytelling ci sono

Se vuoi sapere qualche dettaglio in più su tecniche narrative e tipi di storytelling, allora è bene comprendere fin da subito che è praticamente impossibile elencarle tutte.

Questo perché ogni narratore usa delle varianti alle medesime, creandone di nuove o degli ibridi che sarebbe fin troppo riduttivo schematizzare qui.

Possiamo dire che le tecniche base variano in base al punto di vista narrativo (ovvero chi racconta la storia), uso di flashback e flash forward (balzi avanti e indietro nel tempo), uso di simbolismo e metafore per dare spessore, ironia, suspence, foreshadowing (ovvero il preannuncio di qualcosa, che vedremo speso più avanti) e molto altro ancora.

Storytelling visual

I tipi di storytelling variano in base a ciò che vuoi raccontare e al contesto. Infatti quando parliamo di storytelling e digital marketing, troveremo tipologie che sono votate al branding, ovvero al raccontare un marchio e la sua storia, per far appassionare i clienti e fidelizzarli.

Quando invece parliamo di economia della narrazione in contesti più classici come il libro o la favola, allora parleremo (per esempio) di sequanza lineare o non lineare di eventi (cioè se la storia segue un arco temporale in modo scrupoloso o meno), oppure di monologo interiore (il protagonista che parla da solo o pensa per raccontare).


Come fare uno storytelling efficace

Adesso scendiamo un po’ nel pratico di questa faccenda, andando a vedere le linee guida generali per uno storytelling efficace in qualunque aspetto della vita, poi passeremo a situazioni più specifiche.

Il primo punto è capire qual è l’obiettivo della storia, quali sono i risultati che si vogliono ottenere o il problema che questa storia reca con sé e, quindi, la soluzione che l’ascoltatore andrà a scoprire ascoltandola.

Tu saresti interessato a una storia sconclusionata, che non sai dove va a finire o cosa ti può dare? No!

Nel mondo odierno, le persone vanno sempre più di fretta e la loro capacità di attenzione è sempre più bassa, quindi devono sapere per cosa stanno spendendo il loro tempo. Se è qualcosa di vago, poco interessante o che non rispecchia la loro vita, allora difficilmente ti daranno quei minuti o secondi che gli richiedi.

writing

Il secondo punto è quello di definire contesto, ambientazione e/o personaggi. Chi fa cosa? Dove si trova questa persona? Cosa lo circonda e quali sono le sue motivazioni?

Non devi rispondere a tutte queste domande ogni volta, solo a quelle importanti. Se vuoi raccontare la storia di una persona che ha sete e sta cercando acqua senza dire che si trova da sola nel deserto, la gente non capirà il dramma e penserà che può benissimo andare a comprarla al supermercato.

Trova un filo narrativo che implichi una prima parte “tranquilla”, poi aggiungi un punto chiave di svolta e continua fino alla risoluzione.

Se c’è un problema e tutti sanno come risolverlo fin dall’inizio, allora no è un vero problema. Qualcuno dovrebbe starti a sentire mentre spieghi come cucinare la pasta? Lo sanno tutti, non è interessante. Ma, se raccontassi una storia dove la persona deve risparmiare sulla bolletta, non sa come fare ma poi scopre che può cucinare la pasta senza usare acqua calda (e quindi il fornello elettrico) grazie a questa soluzione X, la quale porta a una risoluzione con risparmio di Y, potresti trovare molte persone interessate.

I punti chiave della narrazione

Questo aggiungendo qualche elemento emotivo, un linguaggio che coinvolge insieme a un messaggio di fondo, è tutto quello che ti serve per uno storytelling efficace nella vita di tutti i giorni, ma manca l’elemento chiave di questo. Per ricapitolare, uno storytelling efficace si basa su questi principi.

  1. Tono di Voce: adatta il tono di voce alla natura dello storytelling. Può essere coinvolgente, emozionante, o anche umoristico, a seconda dell’obiettivo e del tema della tua narrazione.
  2. Definizione del Pubblico: comprendi chi è il tuo pubblico. Adatta la storia alle loro esigenze, interessi e valori. Una narrazione mirata risulta più coinvolgente e persuasiva.
  3. Rivolgiti Direttamente al Pubblico: usa il “tu” per creare un senso di connessione personale. Questo coinvolge il lettore, facendolo sentire parte della storia e aumentando l’empatia.
  4. Situazioni Reali o Verosimili: introduci nel tuo storytelling situazioni che il pubblico può riconoscere o immaginare facilmente. Collega la storia a esperienze comuni per rendere la narrazione più autentica e accessibile.
  5. Mantieni Alto il Ritmo: evita rallentamenti eccessivi nella trama. Mantieni il ritmo della storia in modo che il lettore rimanga coinvolto e interessato dall’inizio alla fine.
  6. Dai Soluzioni Praticabili: offri soluzioni che il tuo pubblico possa applicare nella vita quotidiana. Questo rende la storia non solo ispiratrice, ma anche utile, creando un legame più forte con chi legge.

Da qui in avanti lo storytelling diventa marketing, quindi presta bene attenzione!


Lo storytelling nel copywriting

Quello che separa una bella storia da un business di successo, è la vendita.

Puoi essere Dante Alighieri ma, se non sai convincere la persona a comprare quel tuo bene o servizio, allora non hai centrato il punto. Fare solo storie non serve a nulla (a meno di non essere uno scrittore), quindi è tempo di aggiungere il tassello finale a questo puzzle.

Il copywriting potremmo definirlo come l’evoluzione dello storytelling, oppure la pratica di raccontare storie applicata alla vendita.

pezzo di puzzle

Scegli la definizione che preferisci, fa poca importanza, quello che è cruciale è che tu comprenda quel fattore chiave che distingue questi due mondi.

Di cosa parlo? Della call to action, ovvero di quella spinta verso un’azione che è l’obiettivo finale di tutta la tua storia.

Un bravo copywriter sa tessere i fili di una storia eccezionale, capace di emozionare chi l’ascolta, farli immergere nel tema ed empatizzare con la situazione, tutto per convertire l’emozione in vendita.

Vuoi un esempio pratico?

Immagina di scorrere su Facebook e vedere l’immagine di un cagnolino che cerca casa. La foto è generica (non fa capire se sta bene o male), il testo del messaggio dice solo “cerco casa” e un numero di telefono al quale rivolgersi. Nulla più.

Non c’è storia, non c’è contesto, probabilmente finirai per scorrere via questo post in una manciata di secondi, dimenticandoti della piccola creatura.

storytelling copywriting

Contenuti che toccano il lettore

Ora invece immagina un altro post su Facebook, con immagini di un cane malnutrito, magari ferito, tenuto in cattività e in chiara sofferenza. Il testo racconta di una povera creatura malmenata dai padroni precedenti, quasi affamata a morte e che desidera tante coccole e una vita felice.

A quale delle due vorresti rispondere?

E se ti dicessi che si tratta dello stesso cane, solo che in un post non vi è storytelling mentre, nel secondo, chi scrive ha voluto generare l’empatia che la povera creatura merita?

dati su pc

Foto, linguaggio usato, parole forti, situazione disperata e punto di svolta (l’adozione) che può arrivare solo tramite un tuo gesto.

Tale gesto è racchiuso nella call to action, quella scritta “Salvalo ora! Chiama questo numero…!”.

Nessuna bugia, nessun inganno.

Salverai davvero quel cane con una chiamata, solo che in un caso sai cosa stai facendo e perché, mentre nell’altro no!

Questa è call to action applicata allo storytelling. La capacità di creare una narrazione efficace attorno a un prodotto, un brand o un servizio, per poter poi vendere tramite le parole.

Ovviamente questo è solo un esempio di una pratica complessa, che va affinata e capita prima di lanciarsi in tentativi che potrebbero fare più danni che altro. Ci sono studi, metodi e conoscenze che portano a un copywriting di altissima qualità.

Vuoi saperne di più? Ho scritto una intera guida sul copywriting efficace e come realizzarlo!


Lo storytelling nel blog

Saper raccontare una storia non premia soltanto in fase di vendita ma, come avrai capito dalle mie parole in precedenza, anche in molti altri aspetti della vita.

Occupandomi io di business digitali non starò qui a elencare tutte le varie situazioni, ma quelle che ritengo fondamentali per guadagnare online.

Magari anche tu, come milioni di altre persone, hai sperimentato il desiderio di aprire un blog in qualche momento della tua vita, magari ne hai addirittura già uno, ma non sai come fare a renderlo grande.

scrivere su pc

Lo storytelling è sicuramente quell’arma che trasforma un blog qualunque da un grande blog, quello che non puoi aspettare di leggere e che sei triste quando sai che mancano giorni alla pubblicazione del prossimo articolo.

Ora, ci sono tante cose che rendono grande un blog, ma voglio concentrarmi qui solo su ciò che è più legato al raccontare una storia, lasciandoti poi i link ad altre mie guide più specifiche.

La base dalla quale partire per un grande blog, è la tua passione per quell’argomento!

Prova a raccontare una storia su un qualcosa del quale non sai nulla e poi prova a farlo sulla tua grande passione che incendia la tua vita.

Stesso risultato? Io non credo!

blog

Tutti possono raccontare una grande e indimenticabile storia, devono solo avere le conoscenze e la passione giusta per farlo. Se non hai questi pilastri a sorreggere le fondamenta, non avrai altro che un castello appoggiato sulla sabbia. Finirà certamente per crollare, prima o poi.

Non fare l’errore di buttarti su una nicchia di mercato solo per il vil denaro, fallo solo se è qualcosa che ritieni sia tuo o possa diventare tuo con un po’ di sana dedizione.

Questo non si rifletterà solo un articoli scritti bene, che piacciono alla gente, che li tengono incollati allo schermo e uno storytelling appagante.

Diventerà anche il tuo punto cardine quando passerai alla “fase 2” del tuo blog, ovvero la monetizzazione.

Affiliate marketing e storytelling

data storytelling

Se vuoi guadagnare su Internet con un blog, puoi farlo in molti modi. Puoi vendere i tuoi prodotti, puoi sponsorizzare altri prodotti o puoi consigliare prodotti venduti da terzi senza che essi te l’abbiano chiesto. A questo si aggiungono le pubblicità di Google sul tuo sito, che puoi mettere o meno ma che sono, in ogni caso, la fetta più piccola (in linea di massima).

Ora, supponiamo che tu abbia un blog di viaggi seguitissimo a livello nazionale o mondiale, ma ancora non ci stia guadagnando nulla.

Potresti sì organizzare i tuoi viaggi di gruppo, aprire le iscrizioni e portare la gente a spasso per il mondo, ma è un metodo molto complesso.

Non ti dico di non farlo, anzi!

Solo che sarebbe meglio integrarlo con un po’ di sano affiliate marketing!

Di cosa si tratta? Semplicemente della sponsorizzazione diretta o indiretta di prodotti pertinenti al tuo settore sul tuo blog, dal quale guadagnare commissioni per le vendite o per la pubblicità.

Hai un blog di viaggi? Allora avrai sicuramente scritto un articolo sui migliori zaini da viaggio. Se in questo articolo metterai dei link affiliati dai quali la gente può comprare questi zaini, loro avranno prodotti eccellenti e tu guadagnerai una commissione per ogni vendita fatta tramite il tuo sito.

Questo genera rendite passive costanti che ti permettono di sostenerti, creare contenuti migliori, guadagnare bene e andare a lavorare sulla spiaggia col tuo computer senza dover mai più mettere piede in un ufficio.

Tutto questo grazie a uno storytelling efficace, che attira i lettori, i quali si fideranno delle tue parole e compreranno i prodotti che gli consigli nel settore in cui sei esperto.

Un filo logico semplice ed efficace che ti permette davvero di realizzare grandi cose partendo tutto da una semplice e singola capacità, ovvero di saper narrare una storia.

Vuoi sapere come aprire un blog di successo? Allora non puoi perderti la mia guida.


Lo storytelling su YouTube

Altro campo dove lo storytelling è il cardine della presenza online e delle chance di successo, è sicuramente su YouTube. Questo universo sconfinato di video sta diventando un mercato sempre di maggior competizione, dove solo chi ha davvero qualcosa da dire e sa come dirlo prevale.

Cosa vuol dire questo? Sì, hai capito bene, avere uno storytelling efficace tarato per i video e, nella fattispecie, video medio/lunghi come quelli che popolano questo portale. Non temere, so che ci sono anche i video short, ma questi li vedremo nel prossimo capitolo.

Ora, si potrebbe facilmente dire che lo storytelling su YouTube deve riprendere i parametri di quanto già visto per gli altri esempi di questo tutorial, ma non basta.

video storytelling

L’enorme competizione che è presente qui sopra per qualunque argomento e la facilità che ha la gente per saltare da un video all’altro, bastano infatti 2 clic per cambiare video, YouTuber e dimenticarsi di te per sempre.

Quindi qual è il punto per avere successo qui sopra? Riuscire a catturare l’osservatore in quei primi 30 secondi di video che è disposto a guardare per decidere se fai o meno al caso suo.

Trenta miseri secondi, questo è quello che ti è concesso per avere successo o fallire!

Ovviamente parlo per i nuovi utenti che non ti conoscono, gli altri che già ti seguono andranno oltre questa soglia di tempo (probabilmente), ma come farai ad avere tanti utenti affezionati se non li hai colpiti quando erano di passaggio per la prima volta su un tuo video?

Esatto, vedo che ci siamo capiti. Avere una corretta strategia per impattare positivamente sullo spettatore, accresce di molti punti percentuali la possibilità che guardi tutto il tuo video e, potenzialmente, diventi un tuo seguitore fisso.

Ma quindi come si può avere uno storytelling impattante in così poco tempo?

La risposta è tramite le promesse!

youtube

Promesse? Sì, mi riferisco al fatto che in quello scorcio di video, si debba “promettere” all’utente che si vedranno determinate cose, si parlerà di determinate cose e si otterranno questi risultati.

Un sacco di roba per un tempo così corto, vero?

Per farti un esempio, se vai a vedere il video di alcuni dei più famosi travel vlogger, vedrai che nei primi 30 secondi ti parlano di cosa vedranno, che avventure vivranno, problemi e altre cose che ci saranno nel video. Tutto condito da spezzoni di video molto scenici che sono facili da apprezzare.

Persone che si tuffano in un lago, che fanno rafting, trekking nella giungla, qualcosa che si rompe, un autobus perso, gente strana incontrata e chi più ne ha più ne metta.

Promettendo risultati o intrattenimento di un certo tipo, sarai (quasi) certo di mantenere le persone che cercano quello incollate allo schermo. Ovviamente questa è una delle metodoligie, ma certamente tra le più usate ed efficaci del momento.

Superata questa soglia critica, il resto spetta al tuo storytelling inteso nella sua forma più classica, rispecchiando i parametri dei quali ti ho già parlato.

Se saprai “bucare lo schermo” con la tua personalità, con una storia ben raccontata che rispecchi le linee guida che ti ho spiegato e se saprai fare bei video, allora otterrai facilmente una base di fan.


Lo storytelling su Instagram e TikTok

In ultimo ti voglio parlare dello storytelling su Instagram e TikTok, i due social più in voga del momento che hanno un format simile nei contenuti da proporre.

A prima vista possono sembrare molto differenti, in quanto Instagram nasce per le foto mentre TikTok per i video, ma in realtà sono molto più simili di quanto vogliano far credere.

Su entrambi (così come più o meno nel mondo in generale), sono i video a farla da padrone.

Le foto sono state soppiantate dai video brevi su Instagram, poiché la piattaforma stava perdendo utenti per TikTok e ha deciso di farle concorrenza diretta, cioè abbracciando la filosofia dei video brevi.

tiktok

Ad oggi su Instagram ci sono ancora le foto, ma sono meno rilevanti e soprattutto hanno meno visibilità dei video.

A chiunque voglia intraprendere oggi una carriera da influencer (o comunque diventare famoso su questi social), non posso che consigliare di imparare a fare grandiosi video brevi e, come contorno, anche delle buone foto.

Ma come fare grandiosi video brevi?

like

La risposta è simile a quanto detto per YouTube, ma condensata in uno spazio decisamente più piccolo e con delle postille ulteriori da considerare.

Qui ovviamente non ci sono promesse su quello che lo spettatore vedrà, si parla di video della durata massima di 1 minuto, quindi finiresti solo con lo spendere tempo utile per poi non riuscire più a combinare nulla.

Quello che devi fare, è porre una semplice domanda/affermazione alla quale, ovviamente, andrai a rispondere durante il video.

Non dev’essere qualcosa di banale e irrilevante, ma che incuriosisca chi guarda e gli faccia venir voglia di continuare. Alcuni esempi?

  1. Quali sono le X funzioni nascoste dell’iPhone che nessuno conosce?
  2. Quali sono le migliori spiagge di Bali?
  3. Come si prepara la pizza in padella?
  4. 7 consigli per ottenere un aumento al lavoro.
  5. 3 modi per lavare l’auto senza bagnarsi.
  6. Dai una svolta alla tua vita in 30 secondi.

Sono tutti esempi di domande o affermazioni che preludono a ciò che lo spettatore andrà a vedere nel video, capaci di fargli dire “Sì, questo video fa per me!”.

Questa è a base di uno storytelling compatto, veloce, pensato per dei social che non danno tempo per un inizio lento e monotono.

Qui, se non ti sbrighi, finiranno con lo scorrerti via con uno swipe.

Questo vuol dire giocarsi un possibile follower e, se diventerai influencer, un cliente per i prodotti che venderai o che consiglierai. Puoi farlo in altri modi ovviamente, ma assicurati di dare subito (intendo nei primissimi secondi) una ragione per rimanere a vedere il resto.

Sii rapido, condensa lo storytelling in pochissimo spazio, colpisci fin da subito e poi procedi con uno storytelling incalzante, veloce, ricco di informazioni e che non annoi. Se saprai fare questo, i follower arriveranno facilmente.

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